Il Governo stanzia due milioni di euro per la bonifica della Caffaro di Brescia

Un anno fa commentavo come insufficiente l’intervento promesso dal Governo Letta, anche in risposta a una mia interrogazione, per la bonifica del sito della Caffaro di Brescia, com’è noto al centro di un gravissimo caso d’inquinamento da PCB, secondo solo, sul territorio nazionale, all’inquinamento del sito dell’Ilva di Taranto. Successivamente valutavo positivamente l’approvazione dell’emendamento, a prima firma Cominelli, anche da me sottoscritto, al Disegno di legge recante interventi urgenti del Piano “Destinazione Italia”. Emendamento che pur senza prevedere gli ingenti stanziamenti da me sollecitati, istituiva una contabilità speciale in cui far confluire le risorse pubbliche stanziate per la caratterizzazione, la messa in sicurezza e la bonifica del sito.

Oggi arriva finalmente una schiarita: il Ministero dell’Ambiente stanzia otto milioni per la prosecuzione della bonifica di quattro Siti di Interesse Nazionale, fra cui anche il sito della Caffaro. Più precisamente sono due i milioni stanziati per la bonifica della Caffaro. Si tratta di uno stanziamento vero, concreto, che ci rallegra. Tuttavia si tratta ancora di un intervento quantitativamente molto limitato: per la bonifica completa della Caffaro, è stato calcolato, sarebbe necessario 1miliardo di euro.

Ribadisco la riflessione già fatta in passato in occasione delle interrogazioni e dei provvedimenti sopra ricordati: per il reperimento delle gigantesche risorse necessarie e la soluzione definitiva del problema, a mio avviso non è possibile prescindere dall’identificazione dei responsabili dell’inquinamento, in ottemperanza al principio europeo per cui “chi inquina paga”, ed è necessario ricorrere all’esclusione dai conti del Patto di Stabilità delle spese riguardanti bonifiche e dissesto idrogeologico.

Comunque oggi acquisiamo come positivo lo stanziamento, che salutiamo come prima tappa nel cammino lungo, faticoso, oneroso di bonifica del sito della Caffaro che tutti i bresciani attendono.

On. Luigi Lacquaniti