La gestione dei flussi dei richiedenti asilo in provincia di Brescia

Ho preso parte questa mattina a Brescia, all’Assemblea plenaria della Conferenza provinciale permanente, in merito ai criteri relativi all’attività di gestione dei flussi dei richiedenti asilo. La Prefetta Brassesco Pace ha illustrato la situazione dei richiedenti asilo accolti nel comprensorio bresciano. Ho ascoltato i dati forniti, e gli interventi degli amministratori presenti, le testimonianze delle realtà locali, pure le perplessità da taluno manifestate.
La regolamentazione dei flussi dei richiedenti asilo viene solitamente assimilata alle problematiche più generalmente inerenti i flussi migratori, pur trattandosi di fenomeno differente. Come tale in esso si riflettono lo scetticismo, i dubbi, talora i gravi fenomeni d’intolleranza che accompagnano i fenomeni migratori in Italia. E anche quel coacervo di volgari esternazioni cui talora, purtroppo, talune formazioni politiche non sanno sottrarsi. Come i recenti vaneggiamenti su presunte epidemie cagionate dalla popolazione migrante, che ben figurerebbero all’interno della narrazione manzoniana della Colonna Infame.
Ringrazio dunque la Prefetta e gli uffici preposti che gestiscono i flussi dei richiedenti asilo assegnati alla provincia di Brescia, facendo fronte a questo problema nel rispetto della dignità delle persone e con spirito umanitario. Ritengo che tutta quanta la gestione vada fatta nella collaborazione con i Comuni e le realtà locali, senza alcuno spirito coercitivo. Tuttavia non posso fare a meno di osservare come a fronte dei tanti Comuni bresciani che potrebbero rispondere a questa richiesta impellente, facilitando l’integrazione di questi profughi, solo una decina di Comuni da tutta quanta la provincia abbia risposto, a cominciare ovviamente dal Comune di Brescia che deve far fronte a un numero ingente di casi. Il fenomeno dei richiedenti asilo, a mio avviso, è destinato ad aumentare, in considerazione dei tanti conflitti in corso in Africa e Medio Oriente, delle guerre civili in corso, della diffusione dell’intolleranza religiosa in Paesi a noi prossimi.
Auspico pertanto che vi sia una maggiore condivisione all’insegna dell’accoglienza e di quel principio di ospitalità un tempo sacro presso tutti i popoli, con il pensiero a quando fummo noi italiani i profughi, a quando fummo noi i richiedenti asilo.

On. Luigi Lacquaniti
Libertà e Diritti – Socialisti europei