Il nostro voto a favore del Decreto Legge su turismo e artbonus

L’attenzione di una forza politica al valore della governabilità si misura sempre sul merito dei provvedimenti, non su astratti valori programmatici o fondativi. E nemmeno sull’effettiva partecipazione al Governo di quella forza politica. Libertà e Diritti – Socialisti europei appena approdata nel già ricco arcipelago dei Gruppi parlamentari, sorta dalle traversie che stanno agitando Sinistra Ecologia Libertà fin dai territori, dove è in corso il dibattito e si registrano gli abbandoni, si è dovuta misurare subito con un provvedimento a lungo atteso: il Decreto Legge 83/2014, recante disposizioni urgenti per la tutela del patrimonio culturale, lo sviluppo della cultura e il rilancio del turismo.
Il provvedimento, per esplicita ammissione del Governo, era chiamato a rispondere a tutta una serie di emergenze in ambito turistico e culturale, senza precludere una disciplina più organica della materia che giungerà in autunno in Parlamento, come mi è stato confermato da consiglieri vicini al Ministro Franceschini. Le misure adottate effettivamente rispondono tutte a quelle condizioni di necessità urgenza, che la Costituzione detta per l’adozione dei Decreti Legge. Importanti sono dunque le novità introdotte.
Al cuore del provvedimento, per la prima volta, il riconoscimento della funzione dei mecenati: il riconoscimento cioè di un credito d’imposta del 65% in favore di persone fisiche e giuridiche, che effettuino erogazioni liberali, col limite del 15% del reddito imponibile, e per il reddito d’impresa del 5‰ dei ricavi annui. Per la prima volta in questo Paese usciamo dalla logica degli sponsor. Associato al credito d’imposta uno strumento di pianificazione strategica “Grandi Progetti Beni culturali”, da adottare entro il 31 dicembre di ogni anno, per l’individuazione di beni o siti di eccezionale interesse culturale, ove sia necessario e urgente intervenire, riqualificare, valorizzare.
E poi il Cinema. Nel Paese che ha avuto un ruolo di primo piano nella storia del Cinema, questo provvedimento non solo assegna benefici fiscali alla produzione cinematografica e audiovisiva, per favorirne il rilancio e per attrarre investimenti esteri in Italia, ma prescrive pure interventi e finanziamenti per il recupero delle Sale storiche che potranno così essere salvate e nel contempo adeguarsi al multisala e al digitale più avanzato. Stupisce come certa Sinistra radical chic che ha sempre guardato al Cinema di qualità e alla sua storia con un religioso rispetto che rasenta talora il feticismo, non abbia avvertito qui la novità storica del provvedimento.
Dove il provvedimento manifesta maggiormente il proprio carattere emergenziale è negli interventi previsti per il recupero del sito archeologico di Pompei e del complesso monumentale della Reggia di Caserta. Qui tutta l’efficacia e la serietà delle misure adottate si misurano nel tentativo fatto dalla Lega, in fase di pregiudizialità costituzionale, di bloccare il provvedimento, agitando il tradizionale armamentario ideologico antimeridionalista di cui si è sempre resa protagonista. In realtà, com’è noto, il malaffare di stampo mafioso evocato dalla Lega colpisce il sud come il nord del Paese. Ma anche al di là di questo, dovrebbe essere evidente a tutti che qualsiasi progetto di rilancio del turismo, anche in quell’ottica manageriale cui sono sensibili le regioni settentrionali del Paese, impone un rilancio di Pompei e della Reggia di Caserta, in perfetta sinergia con Expo 2015. Non esiste una promozione turistica esclusiva dell’Italia settentrionale in contrapposizione con la promozione turistica dell’Italia meridionale o insulare, o di certe aree meno sviluppate della dorsale appenninica. Esiste invece tutto un comparto della nostra economia, il turismo nel suo complesso e la cultura nel suo complesso, che attende un serio rilancio. Usciremo solo tutti assieme dalla crisi economica. O non ne usciremo. Sono pure convinto che per il rilancio effettivo del turismo occorra rimettere mano alla Costituzione e ricondurre allo Stato la competenza primaria in materia, oggi lasciata alle singole Regioni. In tal senso ho presentato una proposta di legge costituzionale, e so di altre forze che hanno fatto altrettanto. Ma in attesa, anche questo Decreto Legge costituisce una tappa necessaria e significativa per il rilancio di turismo e cultura in Italia.
Torniamo al provvedimento. Una disciplina più severa permetterà la tutela del decoro dei monumenti, con la revisione delle autorizzazioni e delle concessioni su suolo pubblico delle attività commerciali, che oggi con la loro prossimità ai monumenti, arrivano spesso ad alterarne la bellezza. Saranno coinvolti gli enti locali e saranno concessi congrui risarcimenti. Avrei semmai preferito una maggiore attenzione a quelle particolari attività che possono rientrare nella categoria delle attività storiche, dietro alle quali vi sono talora imprenditorialità importanti, perfettamente legali, che danno lavoro. Detrazioni importanti il Legislatore ha concesso pure alle strutture ricettive per interventi di manutenzione straordinaria, interventi finalizzati al restauro e al risanamento conservativo, le ristrutturazioni, l’abbattimento delle barriere architettoniche e finanche gli arredi. Sono particolarmente orgoglioso infine dell’approvazione dell’emendamento a mia prima firma, con cui potranno essere affidati a imprese e cooperative costituite da lavoratori con età prevalente fino a quarant’anni, immobili pubblici in disuso, inutilizzati. In questo modo al recupero d’immobili pubblici in stato di abbandono, voluto dal Governo col provvedimento in esame, viene associato uno strumento più adeguato per la creazione di nuovi posti di lavoro a favore di una più estesa fascia d’età, a cui è pure concesso l’accesso al finanziamento all’imprenditorialità giovanile del D.L. Destinazione Italia. Tutto questo potrà permettere il recupero di vecchie case cantoniere, delle stazioni ferroviarie in abbandono, dei bellissimi fari che punteggiano le nostre coste, delle fortificazioni in disuso, per lo sviluppo e la promozione di nuovi percorsi turistici, pedonali, ciclabili e la riscoperta degli antichi cammini. Per il resto gli emendamenti a mia prima firma presentati al lavoro delle Commissioni, lavoro che ha significativamente innovato il testo originario del Decreto Legge, sono stati in parte assorbiti da emendamenti delle relatrici che hanno fatto salvo l’intendimento originario dell’emendamento, estendendolo però a un ambito più vasto. Così, per esempio, per il mio emendamento che prevedeva l’applicazione del credito d’imposta finalizzato alla digitalizzazione non solo agli esercizi ricettivi, ma anche ai servizi extra-ricettivi o ancillari, e che l’emendamento delle relatrici ha infine esteso pure ad agenzie viaggi e tour operator.
Questo tuttavia non ha impedito a Libertà e Diritti – Socialisti europei di riconoscere l’importanza complessiva di questo provvedimento, di cui ho disegnato qui solo i tratti più salienti. Molto più avremmo voluto per il rilancio delle Fondazioni lirico-sinfoniche, per il riconoscimento della professionalità delle guide turistiche, per gli stessi investimenti finalizzati alla promozione turistica. Ma come dicevo questo non intacca il valore positivo, per certi versi le novità storiche apportate da questa Legge. Avremmo potuto soffermarci stizziti sul poco che non ci è stato approvato, o ideologicamente su quanto ancora s’ha da fare. Abbiamo preferito guardare alla capacità profondamente innovativa del Provvedimento e alle sue indubbie potenzialità per la creazione di nuovi posti di lavoro, per cui attenderemo semmai alla prova i Decreti attuativi. Libertà e Diritti – Socialisti europei non fa parte del Governo Renzi. Tuttavia, come scrivevo all’inizio, la qualità di una forza politica e la sua attenzione al valore della governabilità, si misura sempre sul merito dei provvedimenti. Il Provvedimento era buono, abbiamo votato a favore.