Comunicato stampa. La risposta del Governo alla mia interrogazione sulla nube che si è sprigionata dal termovalorizzatore di Brescia

Nelle scorse settimane, il 27 aprile, si è sprigionata una nube nera dalla torre del termovalorizzatore di Brescia. Già in precedenza, l’8 agosto del 2012, una nube nera si era sprigionata dagli impianti e aveva ricoperto parte della città. Le notizie che subito hanno cominciato a circolare dopo l’evento dello scorso aprile, e che mi hanno raggiunto nelle voci preoccupate di amici e conoscenti, rilanciate anche da organi di stampa di rilevanza nazionale, mi hanno infine indotto a presentare un’interrogazione urgente al Governo, pur senza voler indulgere in facili allarmismi. Com’è noto A2A ha informato le Autorità del fatto solo la sera successiva all’accadimento. L’azienda ha tranquillizzato la cittadinanza assicurando che tutti i valori si erano mantenuti sotto i limiti autorizzati. Tuttavia bisogna rilevare che l’ARPA ha a sua volta rilevato interruzioni durante il campionamento dei dati, proprio nei minuti in cui era in corso l’incidente, rendendo quindi impossibile acquisire e visionare i dati sulle eventuali diossine esalate.

L’interrogazione è stata discussa questo pomeriggio, con priorità, in question time in Commissione Ambiente alla Camera. Il Governo da me chiamato a rispondere, per bocca della Sottosegretario Silvia Velo, ha correttamente messo in luce come a fronte della normativa regionale che «non prevede il campionamento di tutti gli stati di funzionamento, l’ARPA ha richiesto all’autorità competente l’estensione del funzionamento di tali sistemi di misurazione», per consentire di effettuare tutte le valutazioni, anche in casi come quello oggetto dell’interrogazione. L’Arpa ha così verificato come non siano state rispettate le procedure di controllo del sistema di campionamento, che per un mese non ha registrato flusso emissivo.
«La stessa Agenzia», prosegue la risposta resa dal Governo, «a seguito dell’episodio richiamato, ha avviato ulteriori accertamenti volti a verificare la sussistenza di eventuali ipotesi di reato da segnalare all’Autorità Giudiziaria competente».

Nel ringraziare il Governo per la puntuale risposta, che mette chiaramente in luce una grave negligenza dell’Azienda che gestisce il termovalorizzatore, non si può non rilevare tuttavia come la risposta del Governo nulla dica quanto alla richiesta, pure oggetto dell’interrogazione, di “controlli urgenti e immediati per il tramite del comando carabinieri per la tutela dell’ambiente”.

On. Luigi Lacquaniti
Libertà e Diritti – Socialisti europei

Risposta del Governo all’interrogazione
Sulle iniziative a tutela della salute della cittadinanza di Brescia.
In merito all’incidente del 27 aprile 2014 occorso presso il termovalorizzatore di Brescia, oggetto dell’interrogazione a risposta immediata presentata dagli onorevoli Lacquaniti e Pastorelli, nel premettere che nulla risulta agli atti di questo Ministero, sulla scorta di quanto comunicato dalla Prefettura di Brescia, a sua volta informata dall’Arpa competente, si rappresenta quanto segue.
Nel caso in questione, i sistemi di monitoraggio delle emissioni, previsti dalla normativa nazionale, che consentono di valutare la corretta gestione di un impianto (parametri funzionali quali portata, fumi, ossigeno, ecc.) ed il rispetto dei valori di emissione dei parametri di efficienza della combustione, non hanno fatto riscontrare superamenti dei valori limite alle emissioni.
La Regione Lombardia ha fissato degli standard di controllo impiantistici più restrittivi rispetto a quanto richiesto dalla normativa nazionale, prevedendo il monitoraggio di lungo periodo delle policloro_di_benzodiossine/furani (PCDD/F) che invece la normativa nazionale chiede di misurare con frequenza quadrimestrale, per un periodo di 8 (otto) ore.
Il termovalorizzatore di Brescia, come previsto dalla normativa regionale, è dotato di un sistema di campionamento continuo dei policloro_di_benzodiossine/furani (PCDD/F) che risponde alle prescrizioni tecniche stabilite. La Delibera di Giunta Regionale suindicata non prevede il campionamento di tutti gli stati di funzionamento, pertanto l’ARPA ha richiesto all’Autorità competente l’estensione del funzionamento di tali sistemi di misurazione a campione a tutte le fasi (funzionamento normale o anomalo, di avvio e di spegnimento), al fine di consentire la quantificazione del reale impatto emissivo anche in casi come quello accaduto.
L’approfondimento che l’ARPA ha effettuato ha così consentito di individuare il mancato rispetto delle procedure di controllo del sistema di campionamento dei PCDD/F che, per un mese, non ha registrato il flusso emissivo, con l’esclusiva possibilità, per l’ARPA, di stimare l’emissione mensile in relazione ai parametri stabiliti.
La stessa Agenzia, a seguito dell’episodio richiamato, ha avviato ulteriori accertamenti volti a verificare la sussistenza, nell’occasione, di eventuali ipotesi di reato da segnalare all’Autorità Giudiziaria competente.

2 pensieri su “Comunicato stampa. La risposta del Governo alla mia interrogazione sulla nube che si è sprigionata dal termovalorizzatore di Brescia

  1. Mi dispiace ma sono a Roma fino al 10 settembre, se potessi fare una chiacchiera qui a Roma con te e/o luigi o qualcuno che potesse aggiornarsi mi farebbe piacere, Ciao Rosella

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