Interrogazione sulla nube nera che si è sprigionata dall’inceneritore di Brescia

QUESTION TIME IN COMMISSIONE

Al Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare.

— Per sapere – premesso che:
in data 27 aprile, il termovalorizzatore di Brescia, il più grande d’Europa, ha diffuso una nube nera, propagatasi successivamente nello spazio aereo sovrastante l’inceneritore;
il timore della cittadinanza si fonda sul possibile picco di diossine e Pcb (sostanze cancerogene), dovuto all’abbassamento delle temperature di combustione;
l’azienda che gestisce l’impianto (A2A) si è preoccupata di informare l’autorità dell’incidente solo la sera successiva al prodursi del fenomeno;
nonostante l’azienda abbia cercato di rassicurare la cittadinanza precisando che tutti i valori si sono mantenuti costantemente e abbondantemente sotto i limiti autorizzati, l’ARPA, Agenzia regionale per l’ambiente, ha rilevato «interruzioni durante il campionamento» nei minuti in cui era in corso l’incidente, rendendo quindi impossibile acquisire e visionare i dati sulle diossine esalate;
i tecnici dell’ARPA hanno dovuto tentare di ricostruire le emissioni sulla base di alcune stime, a causa delle suddette interruzioni per la linea 1 dalle ore 10.46 alle 12.01, per la linea 2 dalle 10.35 alle 10.51, per la linea 3 le informazioni sono mancanti;
si fa presente che non si tratta del primo incidente di questo tipo. L’8 agosto 2012 una nube nera aveva ricoperto la città e la magistratura aveva aperto un’inchiesta. Anche in quel caso gli esperti dell’ARPA avevano lamentato l’impossibilità di eseguire correttamente l’attività di controllo sulle emissioni dell’impianto –:
se il Ministro interrogato non intenda procedere a controlli urgenti e immediati per il tramite del comando carabinieri per la tutela dell’ambiente per tutelare la sicurezza e la salute della cittadinanza di Brescia. (5-03140)

On. Luigi Lacquaniti

2 pensieri su “Interrogazione sulla nube nera che si è sprigionata dall’inceneritore di Brescia

    • Se non esistessero i comitati cittadini che non abbassano la guardia nemmeno si conoscerebbero questi problemi. Comunque vada Brescia è una città gravemente malata e in assenza di una intensa terapia d’urto la situazione è irreversibile e porterà a malessere diffuso e cronico. L’inceneritore (perché questo è, non termovalorizzatore come usa chiamarlo A2A) è solo una delle troppe criticità di questa città violentata dalle industrie e dagli interessi economici che hanno prevalso sul benessere dei cittadini: acciaierie, cementifici, industrie chimiche e metalmeccaniche, autostrade, discariche, cave, agricoltura intensiva, cementificazione. Comunque vada Brescia non è più la mia città. Ci sono nato ma non vedo l’ora di andarmene. Sono stufo e arrabbiato di non riuscire a respirare la sera mentre cammino per le vie di un centro storico che dovrebbero invidiarci. Sono stufo di dovermi accontentare delle poche cose che ancora apprezzo. E soprattutto non voglio che i miei figli (mi maledico di averli fatti crescere qui) ed i loro figli vivano qui.

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