Il mio saluto a SEL

Care compagne e cari compagni,
con enorme dolore vi comunico queste righe che non avrei mai pensato di dover scrivere. La tristezza degli addii è un dolore compiuto e aggressivo, che avverto in questo momento e che solo il trascorrere del tempo potrà sanare.

Le scelte che il nostro Partito ha compiuto in questi mesi non mi consentono di rimanere in questa casa comune, che anch’io avevo contribuito a fondare e costruire: Sinistra Ecologia Libertà. Mentre scrivo, mi passano davanti agli occhi le immagini dei tanti giorni belli – i Congressi, le assemblee, i comizi, le feste – la gioia di quelle giornate lontane, che non sono riuscito più a ritrovare nel nostro ultimo Congresso di Riccione, nel modo in cui è stato celebrato, nelle scelte che ha assunto e che hanno sancito il cambio radicale di una linea politica che avevo ritenuto fosse iscritta nel patrimonio genetico di SEL, evidentemente sbagliando: l’appartenenza al Centrosinistra, che è stata la strada giusta che ci permette oggi di governare se non il Paese, almeno tanti e importanti Comuni; quella nostra forza irresistibile che ci ha permesso di contaminare il Centrosinistra con i nostri valori libertari e le idee ambientaliste.

E tuttavia dopo quel Congresso, con grande disagio e con uno sforzo interiore quotidiano, ancora e poi ancora avevo deciso di proseguire questa storia, senza intenderne bene l’esito finale, ma con l’ostinazione di tutte le storie d’amore in crisi.

Si moltiplicano in queste ultime ore i documenti ultimi e gli appelli estremi tesi a porre di nuovo la nostra forza politica come ancorata al Centrosinistra, come forza che guarda di nuovo al PSE. E tuttavia giungono davvero fuori tempo massimo, dopo che per mesi si è detto e praticato il contrario, dopo un Congresso che ha sancito il contrario, in modo plateale e finanche nella spaccatura evidente del voto finale dei delegati. Ben altro occorrerebbe oggi per sancire un nuovo cambio di linea, il ritorno a quel Partito che era nato con il Congresso di Firenze. E purtroppo non c’è all’orizzonte nessun Congresso straordinario.

E poi ci sono le vicende di questi ultimi giorni, le accuse ingenerose rivolte dal Presidente del Partito al Gruppo parlamentare di cui faccio parte, di voler sequestrare le scelte politiche del Partito, che non mi permettono di attendere oltre e di proseguire ulteriormente questo cammino.
Lascio dunque Sinistra Ecologia Libertà e il suo Gruppo parlamentare.

Mi è stato detto che la presentazione di questa scelta all’Assemblea federale del mio Partito a Brescia, non sarebbe stata accompagnata dalla necessaria serenità, sarebbe stata causa di scontri ulteriori, e pertanto ho preferito incontrare i compagni con altra modalità. Ho incontrato, sto incontrando, incontrerò in queste ore tante compagne e compagni per spiegare questa mia scelta, che è segnata da grande solitudine ed enorme sofferenza. Vorrei che questa sofferenza fosse rispettata da tutti.
Alcuni compagni condividono le mie riflessioni. Ma io rispetto anche quanti non la condividono. Attendo però uguale rispetto.
Ci sarà tempo per discutere, più avanti, con maggiore serenità, in un’assemblea pubblica che assieme ad altri deputati terremo pure a Brescia.

Sono grato a chi mi ha permesso d’incontrarvi e vi ringrazio, uno a uno, anche quanti in questi anni hanno mantenuto un atteggiamento ostile nei miei confronti. Vi ringrazio uno a uno per tutti questi anni in cui abbiamo camminato assieme e che mi porterò dentro come esperienze che mi hanno permesso di crescere. Da tutti penso di aver imparato qualcosa.

In tutta la mia storia politica ho sempre cercato nella fatica dei giorni, di perseguire ostinatamente, con le mie scelte, non astratte ideologie di cui non sono figlio, ma il bene pragmatico della Persona e della Comunità, non avendo altro obiettivo che questo. La grande tristezza di queste righe è solo alleviata dalla consapevolezza che il mio impegno per la Persona e per la Comunità non termina qui, nella convinzione che «la politica è la più alta forma di amore».

Roma, 26 giugno 2014

Luigi Lacquaniti

Un pensiero su “Il mio saluto a SEL

  1. Caro Compagno, sono con te. Anch’io oggi ho rassegnato le dimissioni dagli incarichi in SEL Verona. Tanto lavoro ci aspetta. Fraternamente. Giorgio

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