La situazione dell’ILVA di Taranto precipita. Il Governo intervenga

Già alcune settimane fa avevo manifestato forte preoccupazione sulla situazione dell’ILVA di Taranto. Oggi, alla luce del precipitare della situazione aziendale, ancora una volta devo denunciare l’inadeguatezza del Commissario Bondi voluto dal Governo Letta. Ripetendo una valutazione che già l’anno scorso avevo fatto, in Commissione attività produttive, a nome di Sinistra Ecologia Libertà. Bondi non è stato in grado di mettere in atto un piano industriale capace di puntare in modo efficace e determinato al salvataggio dell’azienda, alla salvaguardia dei posti di lavoro, al mantenimento della qualità produttiva e all’urgenza improcrastinabile delle bonifiche. Il Governo deve intervenire in fretta per la sostituzione di Bondi.

La gravissima crisi dell’ILVA si traduce in un buco di 300 milioni di euro, che si aggiunge alle numerose criticità economiche, sociali, ambientali sommatesi nel tempo. Insieme agli 11.000 posti di lavoro, propri e dell’indotto, che è la cifra della disperazione di troppe famiglie.

Per questo vedo con favore l’ipotesi di un rilancio dell’azienda, anche mediante lo strumento della ricapitalizzazione, anche con la ricerca di nuove cordate d’investitori, rilancio urgente e necessario, come già ho avuto modo di dire il mese scorso.

La situazione precipita di giorno in giorno, senza che vi siano le misure adatte a fronteggiare questa gravissima crisi. E il tempo deve essere quello del subito e ora.

On. Luigi Lacquaniti
Capogruppo di SEL in Commissione attività produttive