Comunicato stampa. Il Governo mette la parola fine all’annosa vicenda del “Bigio”

Il Governo, per bocca della Sottosegretario Borletti Buitoni ha risposto in Commissione cultura alla mia interrogazione sulla paventata ricollocazione in Piazza Vittoria a Brescia della statua “L’Era fascista”, soprannominata popolarmente “Il Bigio”. Dopo un dibattito fra i bresciani durato parecchi mesi, che ha occupato le pagine dei giornali, dopo l’intervento dello stesso Sindaco di Brescia Del Bono che ha giudicato inopportuna la ricollocazione della statua, Sindaco che ringrazio, finalmente il Governo interviene mettendo la parola “fine” alla vicenda.

Nella risposta all’interrogazione viene fatto un excursus storico sulla Piazza Vittoria, una delle massime espressioni della corrente artistica razionalista, progettata dall’architetto Piacentini e inaugurata da Mussolini nel 1934. All’interno della Piazza l’imponente statua “L’Era fascista” di Arturo Dazzi, raffigurante nell’uomo nudo la classica iconografia fascista della virilità maschile. Come si sa, la statua venne rimossa nel 1945 dall’autorità militare americana, alla caduta del fascismo, dopo alcuni attentati dinamitardi che l’avevano danneggiata.

Oggi, dopo un doveroso e necessario restyling della Piazza, finalmente restituita ai bresciani, vano e iniquo sarebbe richiedere lo spostamento della statua, se essa non fosse stata già rimossa a suo tempo dalla sua sede originaria. La statua venne rimossa e oggi la sua eventuale ricollocazione non può non considerare ciò che è avvenuto a pochi metri da quel luogo nel 1974: una terribile strage neofascista, che ha reso la Piazza della Loggia di Brescia uno dei simboli della lotta a ogni fascismo.

Ho quindi invitato il Governo a dare alla statua, espressione di un’importante corrente artistica italiana, una differente collocazione, lontano da Brescia. E il Governo ha effettivamente ribadito la disponibilità coi propri organi centrali e periferici, a un confronto dialogante e propositivo con le Istituzioni locali e la Cittadinanza.

Nella risposta del Governo si legge puntualmente e opportunamente che “nella scelta di adottare per la configurazione della piazza, questo Ministero è consapevole che non si possa prescindere in alcun modo dalla sensibilità e dai sentimenti della città, quali espressi dal sindaco, ricordando che Brescia subì, in una stagione cupa della storia d’Italia, una ferita tuttora sanguinante ad opera di un terrorismo che tanti elementi inducono a ricondurre alla matrice neofascista”.

Oggi, con l’animo commosso rivolto ai morti della Strage di Brescia, consegno questa risposta del Governo ai bresciani, nella certezza che il fascismo sia stato sconfitto una volta per tutte dalla storia, che nessuna organizzazione sarà in grado di restaurarlo, che nessun monumento in Italia tornerà ancora a esaltarlo.

On. Luigi Lacquaniti

Un pensiero su “Comunicato stampa. Il Governo mette la parola fine all’annosa vicenda del “Bigio”

  1. Ma ste storia del Bigio sta diventando una telenovela. Ma qualcuno vada al deposito dov’è stoccata la statua e la deturpi con un martello. Oppure portatelo alla casa della Beccalossi. Discutono discutono, ma la soluzione è a portata di mano, i martiri caduti per la vigliaccheria di coloro che esaltano questa statua, non hanno un monumento degno di tale nome e al posto del Bigio sarebbe iil posto ideale. Un monumento che ricordi questa strage, tutt’ ora impunita, e che dimostri che l’ antifascismo è sempre in campana.

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