Insoddisfacente la risposta della Ministra Guidi sulle accise dei carburanti

Ho presentato, durante il settimanale question time nell’Aula della Camera, un’interrogazione alla Ministra dello Sviluppo economico sul carico fiscale che pesa sui prezzi alla pompa dei carburanti e su quali siano le urgenti iniziative che il Governo intende mettere in atto in difesa delle cittadine e dei cittadini consumatori.
Sulla base dei dati forniti dalla Commissione europea e dal Ministero dello Sviluppo Economico, il consumatore italiano paga in media la benzina 26,4 eurocent/litro in più e il gasolio 25,1 eurocent/litro in più che nel resto d’Europa.
Altri due sono gli incrementi di accisa sui carburanti già programmati che sino a dicembre 2018 comporteranno ulteriori aumenti per oltre 1.443 milioni di euro di accise.
Sono convinto che, in questo momento tanto difficile per le cittadine e i cittadini italiani, ma anche per le imprese, questi aumenti vadano ad incidere enormemente ed assai negativamente sulla qualità della vita delle famiglie, ma anche sulle capacità di sopravvivenza delle imprese, e mi riferisco in particolar modo a quelle che si occupano di logistica e che rivestono un ruolo insostituibile nel nostro Paese, impiegando molti lavoratori.
Ed è per questi motivi che la risposta del Ministero non mi soddisfa. Se da una parte la Ministra Guidi ha confermato che vigilerà con i mezzi a disposizione, ha però eluso la risposta fondamentale: le misure urgenti che chiedevo venissero attivate per una riduzione delle accise.
E poiché non mi ritengo soddisfatto e credo che questa situazione colpisca duramente le consumatrici e i consumatori italiani, vigilerò e riproporrò al Ministero l’attivazione di misure che tutelino gli interessi dei cittadini.

on. Luigi Lacquaniti