8 marzo, giorno di festa ma anche giorno di dolore

L’8 marzo è un giorno importante. Per tutte le donne e per tutti gli uomini che ne hanno compreso il valore. Non dovrebbe essere solo un giorno di festa, ma anche un giorno di dolore, che ogni anno ci ricorda la grande distanza che nel nostro Paese ancora esiste tra uomo e donna. Una distanza fatta di meno lavoro per le donne, e di lavori meno pagati, una distanza che parla di grande fatica per le donne, troppo sole nella vita professionale e nella cura della famiglia. E che dice quanto il nostro Paese sia manchevole nel rispetto verso le donne, abusate, sfruttate, commercializzate.

Mi unisco al grido di dolore di tutte le donne che in Italia denunciano le violenze, i femminicidi che hanno proporzioni insopportabili. E che dicono che troppo poco si investe nell’educazione al rispetto della donna, anche presso le giovani generazioni. Ché la violenza sulle donne non conosce ricchezza, povertà o ceto sociale, ma deve interrogare soprattutto noi uomini. Noi uomini che difendiamo i privilegi di una società maschilista e patriarcale, nella quale mostriamo una grande incapacità a metterci in discussione, noi nel nostro parossistico ruolo di dominio.

Una società che non si interroga sul destino della donna, sulle sue capacità e sul frutto della sua presenza e del suo costante lavoro, è una società sconfitta.

On. Luigi Lacquaniti