Bresciaoggi. Commissario Caffaro: primo sì. Ma spunta il nodo ordinanza

Bresciaoggi, 6 febbraio 2014
L´EMERGENZA PCB. Approvato in commissione l´emendamento presentato da Cominelli con Galperti. Ora tocca all´aula
Commissario Caffaro: primo sì
Ma spunta il nodo ordinanza
Natalia Danesi
Il ministero suggerisce di ritoccarla dopo l´allarme degli ambientalisti sui limiti nelle aree a Sud. La Loggia scrive all’Istituto superiore di sanità

La Loggia ha incassato il primo via libera da Roma al commissario che dovrà gestire l´emergenza Caffaro.
Per una notizia positiva e attesa da tempo, però, spunta un nuovo nodo da risolvere. È stata diffusa infatti ieri una nota nella quale il ministero dell´Ambiente invita il Comune a «rivalutare i contenuti» dell´ordinanza del 25 luglio, dando credito alle osservazioni critiche sulla fruibilità dei parchi e giardini a Sud della città.
L´ORDINANZA. Il documento del ministero è stato reso pubblico ieri in una conferenza stampa alla quale hanno partecipato tra gli altri la coordinatrice dei Comitati ambientalisti Imma Lascialfari e Marino Ruzzenenti, storico esperto del caso Caffaro.
È la risposta ad una lettera partita da Brescia nel mese di ottobre e indirizzata a ministero, Istituto superiore di sanità, Asl, Arpa, Comune, Provincia e Regione nella quale gli ambientalisti stessi, Medicina Democratica e la Rete antinocività chiedevano una presa di posizione sul provvedimento firmato dal sindaco Del Bono. In particolare, esprimevano perplessità sulle aree pubbliche con i cartelli gialli (per esempio il parco di via Parenzo o via Livorno). Lì gli inquinanti – evidenziava la nota – sono «da 10 per le diossine ad oltre 80 volte per i Pcb» superiori alle concentrazioni limite per il verde pubblico. Tuttavia nello stabilire i divieti, è stato preso come riferimento il valore limite per i siti industriali, più alto, «consentendo dunque la fruibilità a scopo ricreativo, purché nelle aree ricoperte d´erba», con i divieti di scavo ed asportazione, di utilizzo delle aree recintate prive di erba e non pavimentate, e di pascolo. «La legge dice che è possibile discostarsi dalla soglia massima di contaminazione, ma solo se prima viene effettuata una specifica analisi di rischio sanitario, che non c´è stata», ricorda Ruzzenenti.
Lo stesso ministero nella lettera di risposta firmata dalla dirigente Giuliana Gasparrini invita il Comune a «rivalutare i contenuti» dell´ordinanza prendendo come riferimento «la normativa vigente», poiché le le limitazioni individuate nell´ordinanza riguardano giardini pubblici e privati. «Significa che in questo arco di tempo anche soggetti estremamente fragili e da tutelare con la massima precauzione, pensiamo ai bambini – continua Ruzzenenti – sono stati esposti ad inquinanti persistenti». La responsabilità viene attribuita principalmente all´Azienda sanitaria e al Comitato scientifico di cui a più riprese gli ambientalisti hanno chiesto l´azzeramento e la sosituzione con un organismo «di alto profilo». Ma con questa premessa «anche il Comune ha qualche responsabilità, perché l´ordinanza è stata firmata dal sindaco che è la maggiore autorità sanitaria e che era obbligato a conoscere la normativa. Qualcosa in più è stato fatto, nei cartelli gialli è stato inserito un ulteriore divieto di scavo e asporto del terreno con attenzione al gioco dei bambini, ma non basta. Su questo dovrà dire qualcosa anche la magistratura, già coinvolta con un esposto. Siamo partiti con il piede sbagliato, serve più cautela», minaccia Ruzzenenti.
Da palazzo Loggia si apprende, come confermato anche agli ambientalisti in un incontro il 29 gennaio, che sul tema sono in corso approfondimenti: oltre a sentire l´Asl, è partita una missiva indirizzata all´Istituto superiore di sanità anche in vista dell rinnovo dell´ordinanza, che scade il 31 marzo. Il ministero dell´Ambiente infatti ha espresso la sua posizione, ma toccherebbe all´autorità sanitaria esprimersi sulle eventuali modifiche da apportare al provvedimento.
IL COMMISSARIO. Non è, questa. l´unica partita su cui il Comune sarà impegnato nell´immediato futuro. Dopo l´impasse, è arrivato infatti ieri il primo «sì» al commissario per l´emergenza Caffaro. Il risultato si deve all´impegno della deputata Pd Miriam Cominelli, che ha presentato un emendamento ad hoc al decreto Destinazione Italia con il sostegno del collega bresciano Guido Galperti, referente in Commissione per il provvedimento.
Grazie al ricorso presentato dai due, è stato possibile superare l´iniziale inammissibilità per estraneità di materia e a far approvare l´emendamento nelle Commissioni di merito. «Siamo venuti così incontro ad una richiesta del territorio, emersa anche nel corso della missione della commissione Ambiente a Brescia lo scorso luglio e della visita del ministro Orlando», spiega Cominelli.
Il commissario, è scritto nel provvedimento, dovrà seguire le fasi progettuali, la predisposizione dei bandi di gara, l´aggiudicazione dei servizi e dei lavori, le procedure per la realizzazione degli interventi, la direzione lavori, la relativa contabilità e il collaudo, promuovendo anche le opportune intese tra soggetti pubblici e privati interessati. Per le attività connesse alla realizzazione degli interventi, sarà autorizzato ad avvalersi degli enti vigilati dal Ministero, di società specializzate a totale capitale pubblico, degli uffici dell´amministrazione regionale, della Provincia e del Comune.
La parlamentare ricorda che anche il dossier bonifiche di Legambiente evidenzia come il caso Caffaro sia un´emergenza di rilevo nazionale. evidenziando l´insufficienza dei fondi stanziati finora: «Per il reperimento di ulteriori risorse, un passo in avanti potrebbe essere quello di escludere dal Patto di Stabilità le spese legate agli interventi di bonifica purché questi rientrino tra le priorità degli interventi in programma», aggiunge.
Il deputato di Sel Luigi Lacquaniti precisa che l´emendamento approvato ha assorbito anche il suo che predeva però uno stanziamento di 500milioni annui. «Non vi saranno quei fondi, ma sarà istituita una contabilità speciale nella quale confluiranno le risorse pubbliche stanziate per la caratterizzazione, la messa in sicurezza e la bonifica del sito contaminato – scrive -. Ritengo che la mia proposta avrebbe comportato una maggiore celerità nella risoluzione del problema, tuttavia valuto positivo l´impegno assunto dal Governo e mi impegno a vigilare in prima persona».
A stretto giro (già in settimana o all´inizio della prossima) il decreto inizierà il suo iter in aula, alla Camera e al Senato. «È un passo avanti», si limita a commentare il sindaco Emilio Del Bono. Nulla è scontato, anche se si tratta di un impegno che si era preso personalmente il ministro Andrea Orlando, il che è comunque una garanzia. Quand´anche l´esito finale fosse positivo e Brescia avesse finalmente il suo commissario, resta da capire se dopo il coinvolgimento nell´inchiesta sull´ex Sisan resti ancora valida l´indicazione dell´ex direttore Arpa Giulio Sesana.