Caso Macogna al ministero «Progetto insensato»

Bresciaoggi, 5 febbraio 2014
AMBIENTE. Interrogazione parlamentare
Discarica Macogna: appello al ministero per fermare tutto
Cominelli (Pd) e Lacquaniti (Sel): «L´area ritorni destinata a parco»

Miriam Cominelli, la più giovane deputata bresciana del Pd, membro della Commissione Ambiente della Camera, con il collega Luigi Lacquaniti, deputato gardesano di Sel, hanno deciso di portare in Parlamento l´autorizzazione della Provincia per l’impianto di smaltimento di inerti della Drr nella ex cava Macogna, che di fatto cancella il Parco sovracomunale approvato tre anni fa dai Comuni di Cazzago, Rovato, Travagliato e Berlingo.
«AL NOSTRO TERRITORIO – spiega Cominelli – servono aree verdi, non nuove discariche. L´autorizzazione per trasformare l´ex cava di Macogna in una nuova discarica appare del tutto insensata. Per questo ho presentato, con l´onorevole Lacquaniti, un’interrogazione parlamentare al Ministro dell´Ambiente Andrea Orlando per accertare il percorso autorizzativo che ha portato alla conversione dell´ex cava in discarica, e verificare la reale necessità di un nuovo e ulteriore sito per il conferimento degli inerti in quel territorio, viste le numerose criticità emerse e nell´ottica di garantire la piena tutela dell´ambiente e della salute dei cittadini».
L´obiettivo di Cominelli e Lacquaniti è netto: che la discarica non si faccia.
«Chiederemo al ministero – spiegano i due parlamentari bresciani – di verificare la possibilità di fermare la realizzazione della discarica per tornare all´ipotesi della conversione dell´ex cava in parco cittadino. La conversione dell´ex cava in parco, fortemente voluta dalle precedenti amministrazioni di Rovato e Cazzago e tuttora da quella di Berlingo e Travagliato – hanno concluso – avrebbe dotato i cittadini di un´area verde, anche a titolo di risarcimento per un territorio martoriato dalla presenza di tante cave e dal passaggio della Tav e dell´autostrada Brebemi. Ci auguriamo perciò un rapido ripensamento su una decisione che desta non poche perplessità, dal momento che si tratterebbe della sessantottesima discarica nel bresciano, sovraffollamento che talvolta costringe i gestori a reperire materiale fuori provincia». G.C.C.

Corriere.it, 4 febbraio 2014
INTERROGAZIONE FIRMATA DAI DEPUTATI BRESCIANI COMINELLI (PD) E LACQUANITI (SEL)
Caso Macogna al ministero «Progetto insensato»
«Orlando accerti tutto il percorso autorizzativo e valuti il ritorno al parco verde»

«Quello della discarica Drr alla Macogna è un progetto insensato. A quel territorio servono aree verdi non un nuovo sito per lo stoccaggio di 1,3 milioni metri cubi di scorie inerti». Lo afferma la deputata bresciana del Pd Miriam Cominelli, che insieme al collega Luigi Lacquaniti (Sel) ha presentato un’interrogazione al ministro dell’Ambiente Orlando «per accertare il percorso autorizzativo che ha portato alla conversione dell’ex cava in discarica, oltre a verificare la reale necessità di un nuovo e ulteriore sito per il conferimento degli inerti in quel territorio, viste le numerose criticità emerse». L’onorevole chiede anche se il ministro «non intenda verificare la possibilità di fermare la realizzazione della discarica e tornare all’ipotesi della conversione dell’ex cava in parco cittadino».
L’INTERROGAZIONE -L’interrogazione cita e attinge i dati riportati in un articolo del dorso bresciano del Corriere della Sera elencando le diverse criticità: « stando a quanto riportato da numerosi articoli di stampa fra i quali quello a firma Pietro Gorlani sul Corriere della Sera del 6 novembre 2013 l’autorizzazione a tale discarica appare piuttosto critica visto “il parere negativo dell’ASL che ha rilevato troppe criticità, l’assenza dell’analisi finale del rischio da parte dell’Arpa, la presenza a meno di 10 metri dal sito di due rogge, l’opposizione dei comuni di Berlingo e Travagliato, la presenza nello stesso cratere di rifiuti tossico-nocivi abbandonati dal 2010. Inoltre (…) sono ben 43 le tipologie diverse di rifiuti che potranno essere conferite in discarica, tra cui anime di fonderia, fanghi e rifiuti di perforazione di pozzi per acque dolci, terre derivate dalla lavorazione delle barbabietole, fanghi prodotti dai processi di disinchiostrazione nel riciclaggio della carta, rifiuti del trattamento delle scorie non trattate».
IL RUOLO DI PROVINCIA E COMUNI – Viene ricordato al ministro che le precedenti amministrazioni di centrosinistra di Rovato e Cazzago avevano bocciato il progetto (caldeggiando il parco della Macogna), progetto poi approvato dalle nuove giunte nell’aprile 2014. « Ci auguriamo che si arrivi ad un rapido ripensamento su una decisione che desta non poche perplessità, dal momento che si tratterebbe della sessantottesima discarica presente nel bresciano, un sovraffollamento che talvolta costringe i gestori di discariche di inerti a reperire materiale».