Presentati gli emendamenti al DL Destinazione Italia sul caso Caffaro

Nel corso degli anni ’70 viene riconosciuta la pericolosità dei policlorobifenili (PCB) e sono dichiarate le reali potenzialità tossiche e la capacità di questi di attecchire sul DNA umano. L’azienda Caffaro spa, su concessione della multinazionale Monsanto, titolare del brevetto, è stata impegnata proprio nella produzione di PCB fino al 1984.

Dopo approfondimenti relativi alla questione e in ragione dell’estrema gravità dei fatti ho ritenuto opportuno, in data 4 Maggio, richiedere al Governo di adottare tutte le iniziative volte a fronteggiare la gravissima criticità ambientale delle aree e  attivare tutte le necessarie risorse finanziarie al fine di avviare rapidamente la bonifica della zona, inoltre ho fatto presente la necessità di avviare una seria indagine, volta a valutare con certezza le conseguenze sanitarie e ambientali a cui è stata soggetta nel tempo la popolazione, e i rischi attuali a cui è ancora sottoposta, anche attraverso l’attivazione di adeguati e capillari controlli sanitari sulla popolazione interessata, e un serio monitoraggio ambientale delle aree interessate.

La risposta del Governo e del Ministero dell’Ambiente sono state senza dubbio positive, anche se del tutto insufficienti per fronteggiare il gravissimo problema che coinvolge Brescia e i suoi abitanti, emergenza seconda solamente al disastro ambientale e sanitario causato dall’Ilva di Taranto.

 Alla luce di quanto scritto ho invitato il Governo a osservare con analiticità la questione e a utilizzare le misure idonee per fronteggiare la situazione, anche con il coraggio necessario che certe decisioni richiedono. Ho presentato all’interno del D.L. Destinazione Italia un emendamento che consenta all’Amministrazione Comunale di Brescia di considerarsi svincolata dal patto di stabilità, al fine di mettere a sua disposizione, nell’affrontare la “vicenda Caffaro”, tutti i mezzi necessari alla bonifica.

Nel contempo ho provveduto a firmare e sostenere gli emendamenti a prima firma Cominelli, che affrontano il medesimo, gravissimo problema. 

On. Luigi Lacquaniti