«Ci si salva se si va avanti, se si agisce insieme e non solo uno per uno». Conferenza stampa di fine anno.

Bresciaoggi, 31 dicembre 2013
IL BILANCIO. Il parlamentare bresciano del partito di Vendola ha fatto il punto della situazione di fine anno Lacquaniti: «Noi costruttivi, M5S no»
I risultati di Sel: «Solidarietà, 50 milioni in più ai contratti»
Irene Panighetti

«Ci si salva se si va avanti, se si agisce insieme e non solo uno per uno»: con questa citazione di Enrico Berlinguer Luigi Lacquaniti, deputato di Sel eletto nel Bresciano, ha fatto gli auguri per l’anno nuovo al Paese e alla città di Brescia, in un conferenza stampa di bilancio del suo operato in parlamento. Le parole del fu segretario del Pci per ricordare che «l’unità del paese è un valore anche in un momento di grande sofferenza come quello che stiamo vivendo: non condivido la proposta di non ascoltare il messaggio di fine anno di Napolitano. Napolitano è il nostro presidente, anche se Sel non lo ha votato lo riconosce e invita a rispettarlo», ha esordito Lacquaniti.
IL DEPUTATO ha poi ripercorso le azioni del suo partito portate avanti da una posizione di «opposizione costruttiva, non come quella del Movimento 5 Stelle dal quale ormai ci divide una distanza siderale. Da questa posizione abbiamo ottenuto alcuni risultati: 50 milioni in più per il 2014 per i contratti di solidarietà, 9 per i corpi civili di pace, 400 fino al 2016 messi a disposizione per il trasporto pubblico locale, 3 milioni per i richiedenti asilo e i rifugiati… inoltre abbiamo impedito l’investimento di nuovi finanziamenti per il programma degli F35».
Senza nascondere le difficoltà vissute da Sel, in particolare in ambito locale dopo un sofferto congresso, Lacquaniti ha voluto evidenziare anche le azioni da lui portate avanti in favore di Brescia e di alcune sue forti criticità: in primis la Caffaro, per la quale «restano tutte le problematiche connesse alle bonifiche, la maggiore è quella del recupero di fondi che ancora sostanzialmente non ci sono». In seguito l’onorevole ha voluto porre l’accento sulla ricollocazione della statua Era Fascista in piazza Vittoria: «è stato giusto restaurarla ma mettere questa statua nel suo luogo originario, a pochi metri da una piazza dove ci fu una strage fascista, sarebbe un’offesa alle vittime di piazza Loggia: questo monumento deve essere accolto in un museo».
Per le situazioni derivanti dalla crisi sono due quelle che Lacquaniti ha seguito di persona portandone le istanze a Roma: Mac e Agfa di Manerbio. Per la prima «con la Fiom crediamo di trovare un soluzione al più presto, la seconda invece vede ancora l’ostilità della proprietà e le vie di conciliazione sembrano più ardue». Infine Lacquaniti si è concentrato sul trasporto pubblico, nello specifico sul taglio dei treni interregionali voluto dalla regione Veneto: «si sono colpiti i pendolari e i meno abbienti, che non possono permettersi le Frecce. È una questione che ho sottoposto al ministro Lupi». Sulla spinosa questione Tav l’onorevole e il suo partito sono pragmatici: «sarebbe meglio non averla, ma dato che ormai è difficile evitarla, cerchiamo di trovare soluzioni migliori per l’ambiente delle colline moreniche ma soprattutto per le famiglie che vengono espropriate, le quali hanno bisogno del massimo delle garanzie».
SUL TAV è intervenuto anche il nuovo coordinatore di Sel, Sergio Cozzaglio, che ha colto l’occasione per esporre le linee programmatiche della sua conduzione futura del partito: «L’alta Velocità ci sarà ma Sel si farà interlocutore per trovare le soluzioni meno peggio per i cittadini. La posizione di mediazione e di dialogo senza tuttavia prefiggersi alleanze a priori è anche la linea politica che intendo dare al coordinamento locale». Al congresso nazionale di fine gennaio la federazione bresciana andrà per sostenere che: «la presenza del nostro partito in una prospettiva europea, ricordando che Sel non ha nel Dna il Pd ma che è nato per stare nel centrosinistra», ha concluso Lacquaniti.

Giornale di Brescia, 31 dicembre 2013
«Sel ancorata al centrosinistra»
Il bilancio di fine anno dell’onorevole Lacquaniti

«Sel non ha nel proprio destino il Pd. Ma ha nel proprio destino il centrosinistra». Luigi Lacquaniti, deputato di Sel traccia il bilancio di fine anno del suo impegno in Parlamento. Parlando delle priorità del suo partito, a livello nazionale e locale, non può esimersi dall’affrontare il tema dell’identità di Sel che esce da un congresso provinciale travagliato.
A fianco di Lacquaniti c’è Sergio Cozzaglio, succeduto al deputato nel ruolo di coordinatore provinciale. «Anche se siamo all’opposizione del governo Letta – prosegue Lacquaniti – Sel è comunque nata per stare nell’alveo del centrosinistra. A fine gennaio, a Riccione, ci sarà il nostro congresso nazionale e si discuterà del ruolo del partito anche in una prospettiva europea». Cozzaglio entra nel merito delle linee che seguirà la nuova squadra alla guida di Sel. «L’impostazione che abbiamo scelto per il nuovo coordinamento è quella del rinnovamento. Il congresso è stato impegnato in un confronto denso, ma tutto ciò rientra nella dialettica normale della politica. Fra pochi giorni ci saranno i nomi della squadra del nuovo coordinamento. Intendiamo ripartire con persone giovani politicamente e anagraficamente». Lacquaniti entra nel merito del bilancio a poche ore da San Silvestro. Elenca i risultati che Sel ha portato a casa con la legge di Stabilità. Tra cui «50 milioni di euro in più per i contratti di solidarietà, 400 milioni per il trasporto pubblico locale nel periodo 2014 – 2016, 3 milioni di euro per i richiedenti asilo e i rifugiati, l’esonero dal Patto di Stabilità per le comunità sotto i 5 mila abitanti». Poi parla del suo impegno per questioni che riguardano più da vicino Brescia. Come la partita Caffaro («ho presentato un’interrogazione in cui chiedevo conto al governo delle risorse per la bonifica»), la situazione dei trasporti ferroviari nella nostra provincia («anche questo tema è stato oggetto di una mia interrogazione al ministro Lupi. Brescia è stato coinvolta dalla soppressione di alcuni treni da parte della Regione Veneto».; l’Alta velocità («per quanto mi riguarda, nella zona delle colline moreniche, la soluzione migliore sarebbe il raddoppio della linea storica»).
Paola Gregorio