Rassegna stampa sull’arresto del sindaco di Adro

Bresciaoggi, 9 novembre 2013
L’OFFENSIVA. La polemica a Roma e Milano
Da Sel ai 5 Stelle attacchi incrociati «Deve dimettersi»
Lacquaniti e Maccabiani chiedono a gran voce «un passo indietro»

Gli arresti domiciliari per il sindaco leghista Oscar Lancini rimettono il paese di Adro al centro delle cronache nazionali.
Così, nella bolgia di commenti post arresti, entrano pure i deputati del Sel che, per bocca e voce dell’onorevole Luigi Lacquaniti, affondano il colpo sul primo cittadino leghista.
«DOPO LA SCUOLA infarcita di simboli leghisti – ha rimarcato il deputato Sel -, le decisioni razziste contro i migranti, la vera e propria crociata contro i genitori dei bimbi che non pagavano la mensa all’asilo, l’inquinamento delle aziende di famiglia, il sindaco sceriffo è ora accusato, insieme ad altri funzionari pubblici ed imprenditori, di “turbata libertà degli incanti, turbata libertà di scelta del contraente, falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici” nella vicenda dell’area feste del paese. Nel pieno rispetto delle prerogative della magistratura e della presunzione di innocenza di Lancini, spero che Adro possa tornare ad essere famosa per la qualità del vino prodotto dalle varie aziende agricole del territorio e per l’accoglienza e la sensibilità mostrata in varie occasioni dai suoi abitanti e non per le scellerate
politiche amministrative». Ancora più duri i rappresentanti eletti del Movimento cinque stelle.
«NON POSSIAMO che ricordare le lezioni di legalità che ci impartiva la Lega Nord contro i partiti della Prima Repubblica con lo slogan “Roma ladrona”: al contrario, sembra proprio che la Lega si sia adattata a quell’affarismo e a quella mala gestione, gli stessi che hanno depredato il Paese di risorse pubbliche per anni e hanno distrutto la Pubblica Amministrazione». È quanto ha dichiarato Giampietro Maccabiani, consigliere regionale M5S Lombardia, in merito all’ arresto del sindaco Oscar Lancini e all’assessore ai Lavori pubblici Giovanna Frusca di Adro, entrambi leghisti, sottolineando che «suona francamente fuori luogo la solidarietà espressa al sindaco a tutti i livelli dal suo partito: confidiamo in una pronta definizione della vicenda nell’interesse del bene pubblico e restiamo in attesa delle dimissioni del primo cittadino».
Richieste che hanno valore sul piano politico, mentre la Prefettura ha già sospeso Lancini dal suo ruolo di primo cittadino. • GIU.SPA.

Giornale di Brescia, 9 novembre 2013
La difesa del fronte verde, l’attacco di Cgil Sel e M5S

Il fronte leghista è compatto in difesa del sindaco Lancini, con la certezza unanime che «dimostrerà la totale estraneità alle accuse». Così si è espresso il leader del Carroccio Roberto Maroni, testimoniando dell’«onestà» del primo cittadino di Adro. Convinzione condivisa anche dal segretario provinciale Paolo Formentini («fiducia nella magistratura») e dall’onorevole bresciano Davide Caparini («è sempre stato al servizio della sua comunità»). Il vicesegretario leghista Matteo Salvini si spinge più in là. Tutto questo – ha detto – «puzza di attacco alla Lega che cresce e fa paura. Lancini è uno dei migliori sindaci che ci siano in giro. Ha sempre lavorato per favorire la nostra gente e le nostre imprese, nel rispetto della Legge». Più cauto il sindaco di Verona Flavio Tosi: «A suo tempo ero perplesso sulla vicenda del Sole delle Alpi, ma l’onestà è una cosa diversa. Di procedimenti penali che finiscono nel nulla ce ne sono anche troppi, quindi non posso dare giudizi».
Una solidarietà, quella «espressa al sindaco a tutti i livelli del suo partito», che «suona fuori luogo» per il consigliere regionale M5S Giampietro Maccabiani. Al contrario, il pentastellato confida «in una pronta definizione della vicenda nell’interesse del bene pubblico e – chiarisce – restiamo in attesa delle dimissioni del primo cittadino».
Di «scellerate politiche amministrative» parlano i deputati Sel Luigi Lacquaniti e Titti Di Salvo, pur «nel pieno rispetto delle prerogative della magistratura e della presunzione di innocenza di Lancini». Certo è – per il segretario della Cgil di Brescia Damiano Galletti – che «se venissero confermati i sospetti della magistratura, avremmo la certezza che Lancini ritiene l’Amministrazione “cosa propria”».