I cumuli dei morti

I cumuli dei morti, anche ad occhi di tre generazioni dopo la nostra, riveleranno senza parlare che colui che è mortale non deve essere superbo contro natura.

Mi porto dietro dai tempi del Liceo questo verso che Eschilo compose per “I Persiani”, la tragedia che narra la sconfitta navale di Serse nella baia di Salamina. Sono convinto che Eschilo avesse davanti agli occhi le immagini terrificanti del mare, in quell’autunno del 480 a.C. : migliaia di cadaveri abbandonati alle onde, sangue, ventri gonfi d’annegati, rottami d’imbarcazione, corpi mutilati, tutti sacrificati all’altare di un impero economico in espansione.

A me questo verso è tornato in mente mentre ero nell’aula della Camera, e cominciavano ad arrivare di minuto in minuto le notizie terrificanti del naufragio di Lampedusa.
Epoche storiche lontanissime, eventi del tutto differenti, ma in fondo il medesimo insegnamento: la superbia dell’uomo capace di arrecare ad altri uomini orribili sofferenze e lutti numerosi.

I cumuli dei morti: l’immagine sconvolgente di quelle decine e decine di cadaveri in fila sul molo dell’isola. Corpi violati, immobili sotto il sole, senza più amore fra le braccia, senza ricordi negli occhi, senza più quella speranza che li aveva spinti in mare in cerca di una nuova esistenza.
I cumuli dei morti e la superbia contro natura dell’uomo. La superbia di certe sue Leggi, la superbia degli interessi economici. La Legge Bossi-Fini, col reato d’immigrazione clandestina, i respingimenti e quei lager italiani che qualcuno si ostina a chiamare Centri d’Identificazione ed Espulsione. Questa nostra vergogna nazionale che ancora oggi qualcuno difende. Le poche risorse destinate a regolare il fenomeno migratorio, utilizzate invece per la caccia al clandestino.
E poi tutto un Sistema economico che è vergogna dell’Occidente. Un Sistema economico responsabile di quella povertà che obbliga i popoli ad abbandonare la propria terra, che per secoli noi occidentali abbiamo saccheggiato; che favorisce conflitti per alimentare l’industria degli armamenti, fiorente anche in Italia; che volta la faccia e finge di non vedere la caduta di fragili democrazie sotto nuovi dittatori utili all’Occidente, e la privazione delle libertà individuali.

Colui che è mortale non dev’essere superbo contro natura, giacché cosa c’è di più innaturale che obbligare gli uomini a negare ospitalità: che è legge di natura, di tutti i popoli, di tutte le culture, di tutte le epoche. La nostra Legge ci ha obbligato persino a questo: ad abiurare all’ospitalità delle genti, ché oggi in Italia chi soccorre un migrante commette reato. E gli ultimi Governi si sono ben guardati dal riformare la Legge sulla cittadinanza, e anzi l’hanno scoraggiata questa riforma. E ancora se ne parla, senza molte prospettive, finora senza risultati.

Quando verranno tante generazioni dopo la nostra, e questi nostri anni saranno l’incubo di un’epoca lontana, quei morti a centinaia sull’isola di Lampedusa, ancora ci ricorderanno che c’è stato un tempo in cui l’ospitalità e l’accoglienza furono negati, e l’uomo smarrì la propria umanità.