Insoddisfacente la risposta del Ministero sulla chiusura degli stabilimenti Riva

Con l’On. Lavagno abbiamo presentato in Commissione attività produttive l’interrogazione urgente di Sinistra Ecologia Libertà, prima firma dell’On. Lacquaniti, sulle iniziative che il Governo intende assumere in relazione alla situazione del gruppo Riva. La risposta del Ministero, per bocca del sottosegretario De Vincenti, è stata assolutamente insoddisfacente.
Ci è stata ripetuta la solita risposta, che ci viene propinata da 15 giorni a questa parte: “il Governo se ne occuperà con urgenza”. Intanto il tempo passa e la crisi rischia di diventare sempre più grave colpendo non solo gli oltre 1.400 lavoratori di Riva Acciaio, ma anche i lavoratori dell’indotto.
Ribadiamo con fermezza che l’atteggiamento della proprietà appare in modo evidente e ineludibile come un’inaccettabile ritorsione contro i lavoratori, in risposta al sequestro preventivo dei beni disposto dalla Magistratura di Taranto.
Eppure una soluzione rapida ed efficace è stata proposta, più di dieci giorni fa, dallo stesso Ministro Zanonato: l’introduzione nel Codice di procedura penale di un articolo aggiuntivo che permetta alla Magistratura di nominare un custode giudiziario capace di far fronte alle necessità finanziarie del Gruppo Riva, con lo sblocco delle risorse altrimenti destinate al fondo unico per la giustizia di cui all’articolo 104-bis.
Peccato che a fronte delle promesse del Ministro, il Governo non si sia mosso di conseguenza perdendo l’occasione di utilizzare, per una volta a ragione, l’abusato strumento del Decreto Legge.
Ancora una volta il traballante Governo Letta, ostaggio delle vicende personali di Berlusconi, si sta dimostrando incapace di intervenire con decisione su questioni che riguardano direttamente la vita di migliaia di persone.

On. Luigi Lacquaniti
On. Titti Di Salvo