Omofobia: Sinistra Ecologia Libertà Brescia contro il PDL, per una legge che tuteli integralmente ogni minoranza.

Sinistra Ecologia Libertà Brescia stigmatizza con forza la presentazione di una mozione al Consiglio comunale cittadino a firma di tutti i consiglieri PDL contro la legge di contrasto all’omofobia e alla transfobia.

Ci auguriamo – dichiara Beppe Almansi della Segreteria di SEL Brescia – che la Maggioranza che sostiene il Sindaco Del Bono respinga senza indugi tale iniziativa che segna un cedimento da parte del PDL verso la parte più fondamentalista e retriva della società bresciana e affronti invece con coraggio e discontinuità rispetto al passato, i temi dell’accesso delle coppie di fatto, non solo omosessuali, al welfare cittadino. SEL non farà mancare il suo deciso appoggio.

Laura Mentasti – del Forum diritti SEL Brescia – sottolinea quanto questa presa di posizione appaia del tutto strumentale e contraddittoria, rispetto al bisogno di invertire una cultura che fa di ogni minoranza l’oggetto di discriminazione e violenza. Tale stereotipo, retrivo e sessista, ha bisogno di una decisa stigmatizzazione da parte di tutte le istituzioni politiche, culturali e formative.

Ci stupisce che Adriano Paroli – dichiara Luca Trentini del Forum diritti SEL Brescia – insieme al gruppo consiliare PDL, possano offrire un sostegno politico e culturale a coloro che diffondono idee discriminanti e settarie, che vanno contro a quell’ideale di “sicurezza” divenuto quasi un totem della destra in questi ultimi anni. Questa mozione va contro alle promesse assunte in sede elettorale dal già candidato sindaco che aveva assicurato attenzione sui temi della sicurezza e dell’antidiscriminazione, in un incontro avvenuto con le associazioni. A meno che tale sicurezza, nell’idea del PDL, non si declini solo per cittadini di serie A e venga invece giustificata per una larga fascia del tessuto sociale bresciano.

L’On. Luigi Lacquaniti, parlamentare di SEL, sottolinea come tale iniziativa si ricolleghi alla recente approvazione alla Camera dei Deputati dell’estensione della legge Mancino ad omofobia e transfobia che contiene un emendamento – a firma dell’Onorevole bresciano Gregorio Gitti di Scelta Civica – che peggiora, sul fronte dei reati verbali, l’intero impianto della legge. SEL si è astenuta sul voto finale, sottolineando che elementi positivi e nuovi come l’istituzione della nuova fattispecie di reato motivato da omofobia e transfobia e le aggravanti per aggressioni e violenze verso gay, lesbiche e trans, si accompagnino al riconoscimento di vere e proprie zone franche in cui sarà purtroppo possibile, per un malcelato cedimento a pressioni clericali, diffondere idee non solo omofobiche, ma anche razziste, xenofobe, antisemite e fasciste, categorie prima punite dalla legge Mancino.

Non è possibile – dichiarano Trentini e Mentasti – colpire la mano di chi commette violenza verso ogni minoranza e poi permettere la diffusione in ambito culturale, politico, scolastico, religioso, sindacale e sanitario proprio di quelle idee che armano la mano dei violenti. Ci auguriamo che il Senato cancelli senza indugi tale inaccettabile stortura, che vorrebbe assicurare la libertà di discriminazione e la diffusione di idee pericolose praticamente in ogni ambito del vivere civile.

La Costituzione italiana – conclude l’On. Lacquaniti – all’articolo 21, assicura già il diritto alla libertà di opinione. Che necessità c’è di normare per legge ambiti nei quali si possa derogare ad una legge antiviolenza? Una Maggioranza per una buona legge esisteva, con PD, SEL e Movimento 5 Stelle. Mi auguro la si possa ritrovare al Senato per cancellare questo inaccettabile emendamento. Perchè il PD si ostina a legiferare chiedendo i voti a UDC e Lega Nord? Perchè sacrificare sul tavolo di sempre più improbabili larghe intese la dignità e i diritti delle minoranze di questo Paese?