L’audizione del ministro Zanonato sulla crisi del Gruppo Riva

Ho ascoltato con interesse la puntuale audizione del Ministro Zanonato presso le Commissioni Attività Produttive di Camera e Senato. Condivido la grande preoccupazione per il futuro degli oltre 1.400 lavoratori del Gruppo Riva.
La difesa dei posti di lavoro deve essere prioritaria, ma non si possono certo nascondere le responsabilità della famiglia Riva. Il caso della città di Taranto, dove il il bene comune – la qualità dell’aria e la tutela della salute dei cittadini e dei lavoratori – è stato aggredito dagli interessi economici della proprietà, è la punta dell’iceberg di una gestione padronale sconsiderata.
Negli ultimi giorni i Riva hanno deciso di rispondere al legittimo sequestro preventivo disposto dal GIP di Taranto a carico del patrimonio, con quella che appare come una ritorsione nei confronti dei lavoratori, cercando una sorta di sconsiderata escalation nel conflitto sociale e politico. In questo quadro e in questa prospettiva condivido la proposta del Ministro che nella sostituzione dell’art. 104bis applicato con l’art. 104ter, intravede la possibile soluzione: la nomina di un custode-commissario da parte della Magistratura competente, che continuando ad avere la piena gestione dell’intero patrimonio Riva, mobiliare e immobiliare, permetta sia la custodia dei beni sia la prosecuzione dell’attività lavorativa.
Se questa appare una soluzione efficace, sentita informalmente anche la Magistratura di Taranto che ha disposto il sequestro dei beni dei Riva, non si devono tuttavia dimenticare le responsabilità gravissime della famiglia Riva, ieri nella gestione dell’Ilva di Taranto, oggi nella chiusura degli stabilimenti del Gruppo. Da questo punto di vista continuiamo a manifestare tutte le riserve già espresse, in occasione del commissariamento dell’Ilva di Taranto, in merito alla prevista restituzione delle Aziende del Gruppo alla famiglia Riva, una volta superato lo stato di crisi.

On. Luigi Lacquaniti