Con i lavoratori della MAC

Oggi, 13 settembre, ho incontrato in Piazza della Loggia, a Brescia, un gruppo di ex lavoratori della MAC in presidio ed il Segretario Generale della FIOM di Brescia, Francesco Bertoli.
I recenti sviluppi della situazione, che hanno visto IVECO fomentare divisioni tra i lavoratori mettendo in libertà circa 700 lavoratori del secondo turno di martedì 10 settembre, incolpando l’Assemblea permanente dei lavoratori MAC da mesi ai cancelli della fabbrica, non possono lasciarmi indifferente.
Ancora una volta è necessario ribadire come il dramma del licenziamento degli 84 lavoratori della MAC si poteva evitare, se IVECO avesse rispettato gli accordi sottoscritti in precedenza, che prevedevano la riassunzione dei lavoratori MAC in caso di chiusura.
La situazione può ancora essere risolta: ci sono ampi margini per trovare un accordo. E’ necessario riaprire un tavolo di trattativa locale che veda l’impegno di Sindaco e Prefetto di Brescia.
La vicenda della MAC è solo uno dei troppi esempi di una classe imprenditoriale che fa ricadere sulle lavoratrici e sui lavoratori le conseguenze della crisi economica.

E’ proprio di questi giorni la vicenda delle aziende del gruppo Riva, dove la proprietà ha deciso di interrompere l’attività, che vede impegnati più di 1.400 addetti in 13 stabilimenti in tutta Italia, in quella che appare essere una ritorsione per il sequestro preventivo disposto dal GIP di Taranto a carico del patrimonio.
Inqualificabile per l’ennesima volta il comportamento della famiglia Riva: non bastava il disprezzo per il territorio di Taranto e del suo comprensorio, e per la salute di cittadini e lavoratori, ora si arriva al vero e proprio ricatto cessando le attività di tutte le fabbriche in Italia.

Di fronte alla crisi economica che l’Italia sta vivendo, l’impegno di tutte e tutti deve essere quello di creare occupazione e non quello di dismettere la produzione e licenziare lavoratrici e lavoratori.

On. Luigi Lacquaniti