Come se il tempo per lui non passasse…

Come se il tempo per lui non passasse… Umberto Bossi ha deciso di riproporre la sua vecchia manfrina: la previsione che in un futuro prossimo il popolo padano dovrà prendere le armi per combattere quella “Roma Ladrona” che da anni gli garantisce un lauto stipendio.
Stavolta la sparata, è proprio il caso di dirlo, viene lanciata da Ponte Zanano: “meno male che qui in Valtrompia ci sono ancora le armi, un giorno serviranno…”. Le armi valtrumpline serviranno, secondo il Senatur, per difendere le province perché se dovessero venire abolite verrebbe “annullata l’identità di un popolo”.
Ormai Bossi – da quando non è più il padre padrone della Lega Nord, scalzato dai Barbari Sognanti di Maroni – è diventato sempre più la caricatura di se stesso.
E difatti, dopo la performance di Ponte Zanano è stata la volta di Arcore con l’ormai inevitabile insulto alla Ministra Kyenge (“dicono che è la solita lega razzista, in realtà è tutto il Paese che ne ha pieni i coglioni del ministro Kyenge”).
Se davanti a queste dichiarazioni è oramai impossibile stupirsi, visto che rappresentano la norma del non-pensiero bossiano, resta però la necessità di indignarsi in quanto in un paese civile e democratico, come gli italiani vorrebbero che fosse l’Italia, non si può accettare da un parlamentare ed ex Ministro, una tale violenza nelle idee e nel linguaggio.

Luigi Lacquaniti