Gli ecobonus al servizio delle famiglie

Chi cerca argomento per stravolgere la Costituzione repubblicana, nella crisi del Parlamento, sbaglia. La crisi del sistema politico non risiede necessariamente nel Parlamento. Prescindendo per una volta da ogni valutazione sulla Maggioranza in carica, il Parlamento può lavorare in modo efficace ed alacre, e la conversione del Decreto legge di recepimento della Direttiva europea sugli ecobonus, lo dimostra ampiamente. Altro che scatoletta di tonno da aprire con l’apriscatole!
Avevamo ricevuto dal Senato una norma che per mezzo dello strumento delle agevolazioni fiscali, permetteva la riqualificazione energetica del patrimonio immobiliare del Paese, dotato ancora di sistemi energetici ed elettrodomestici antiquati ed energivori. Le commissioni della Camera non si sono accontentate e hanno notevolmente migliorato la norma. E anche alcune nostre istanze, dopo esser state rigettate in sede di analisi degli emendamenti, sono state di fatto recuperate negli emendamenti della maggioranza appositamente integrati, anche a seguito di approfondimenti informali fra chi scrive e il relatore della maggioranza Benamati. Così abbiamo ottenuto l’estensione delle detrazioni fiscali all’acquisto di impianti atti alla naturizzazione domiciliare dell’acqua, seppur con modalità più limitate di quanto da noi inizialmente suggerito: depurazione delle acque da contaminazione di arsenico nei Comuni dove sia stato rilevato il superamento del limite massimo di tolleranza o dove i sindaci abbiano dovuto adottare misure di precauzione o di divieto all’uso. E così pure l’estensione agli interventi per l’adeguamento antismico degli immobili, anche in questo caso con efficacia più limitata rispetto a quello che era l’emendamento Nardi, e privilegiando solo una parte del territorio nazionale, come stigmatizzato dal compagno Paglia. Difetto che è stato poi in parte sanato dal recepimento di un apposito Ordine del giorno.
Altri emendamenti dei relatori hanno riguardato le schermature solari, la micro e la microtrigenerazione. Mentre per gli accumulatori domestici bisognerà ancora attendere, essendo presi in considerazione solo in un Ordine del giorno.

Molto ancora poteva essere fatto per migliorare la norma, prima del nuovo approdo al Senato, a partire dalla stabilizzazione delle agevolazioni fiscali, condizione necessaria per superare definitivamente quella condizione di precarietà che sempre accompagna nel nostro Paese le politiche ambientali. Anche questo tuttavia parrebbe esser stato recuperato in extremis dall’emendamento Realacci, che impegna il Governo a individuare entro fine anno meccanismi incentivanti stabili.

Rimane la macchia della copertura economica del provvedimento. Non solo, per l’ennesima volta, si saccheggia il fondo dell’8×1000, come già avvenuto prima in occasione del Provvedimento per il pagamento dei debiti della Pubblica Amministrazione e dopo con il Decreto del fare. Ma si va anche a colpire un settore già in grave difficoltà: viene aumentata l’IVA dal 4% al 21% sugli allegati di quotidiani e periodici, mettendo in ginocchio il mondo delle edicole. Sono già migliaia le edicole che sono scomparse dai nostri centri abitati, per la crisi economica, con la perdita di migliaia di posti di lavoro. Meglio sarebbe stato tutelare la filiera delle edicole e della carta stampata, come volevamo fare noi, con un nostro emendamento che mirava a incrementare in forma minima l’aliquota del prelievo erariale unico sui giochi.

Rientrato invece l’aumento dell’IVA sugli allegati ai libri scolastici e universitari, aumento che avevamo condannato duramente in sede di Commissione.

Al di là di questo la norma è positiva e lo dimostra l’unanimità dei voti favorevoli ottenuti. Le decisioni assunte dalla Maggioranza tradiscono certamente un intento anticiclico: così per l’estensione delle detrazioni alla sostituzione dell’arredamento, oltre che alla sostituzione degli elettrodomestici. In ogni caso se il governo manterrà l’impegno assunto di stabilizzare i bonus fiscali, decisione che a questo punto diventa decisiva, non solo il provvedimento si tradurrà in un volano per l’economia, ma potrà realmente avviare una nuova stagione nella politica ambientale del Paese.