Le vittorie di Pirro

Dopo le nottate impiegate a fare ostruzionismo ai lavori della Camera, davanti a un’aula semivuota, semivuoti anche i loro banchi, il Movimento 5 Stelle aveva bisogno di un qualche riconoscimento, un significato da dare a quelle occhiaie, ai visi sfatti, agli abiti sgualciti. Com’è noto l’ostruzionismo avviato per rallentare l’iter del “Decreto del fare” in discussione in aula, provvedimento contro cui anche noi di Sinistra Ecologia Libertà abbiamo risolutamente espresso voto contrario, veniva deviato in corsa verso un pericolo che s’era improvvisamente materializzato: rallentare tutti i lavori della Camera, ingolfare la macchina, per bloccare l’avvio dell’iter di riforma della Costituzione, che il Governo aveva improvvidamente calendarizzato prima della pausa ferragostana.
L’ostruzionismo, anche quando viene condotto in modo accorto, arriva di rado a bloccare l’iter delle leggi. Il suo scopo dovrebbe essere un altro: indurre la Maggioranza a un accordo che consideri pure qualche richiesta dell’Opposizione. E infatti dopo le notti bianche del M5S e un profluvio di parole, anche il “Decreto del Fare” veniva approvato. Dunque il M5S aveva bisogno di un significato per il proprio ostruzionismo. Compito vitale per un Movimento politico che s’è sviluppato tutto grazie ai media. Ieri, dopo il minacciato ostruzionismo in Commissione affari costituzionali da parte nostra, di SEL, e da parte del M5S, contro la Legge di riforma costituzionale, il Governo ha accettato la proposta che SEL e anche altri avevano suggerito: viene immediatamente calendarizzata la discussione del provvedimento, che dunque inizia regolarmente il proprio iter, ma la votazione finale viene spostata a settembre. Oggi il M5S grida alla vittoria: “Vinciamo noi!”, secondo uno dei motti che s’è dato. E in modo un po’ infantile s’aggrappa ad esso come a una provvidenziale scialuppa di salvataggio.
Mi rallegro anch’io per questa dilazione che, fra l’altro, ci dovrebbe permettere di non rinviare significativi provvedimenti come l’introduzione degli ecobonus, che permetteranno l’adeguamento energetico degli immobili; o come il perseguimento dell’omofobia, una scelta di civiltà per il Paese non più procrastinabile. Ma molto più realisticamente non posso esimermi dal notare quanto questa vittoria abbia il sapore dolce-amaro delle vittorie di Pirro: non solo l’iter di riforma della Costituzione viene regolarmente avviato, ma la calendarizzazione del voto nel mese successivo all’avvio della discussione, permetterà anche di contingentare i tempi del voto in aula, rendendo vano qualsiasi tentativo di ostruzionismo. Il M5S forse ne è cosciente: e infatti s’appella fin d’ora alla piazza di settembre. Meglio farebbe, meglio faremmo tutti quanti, a metter da parte le tentazioni mediatiche e a utilizzare questo mese che ci viene dato, per avviare una riflessione, una discussione fra tutte le forze politiche che trovi una soluzione. Giacché la riforma della Costituzione, non è paragonabile alla riforma di una qualsiasi altra norma dell’Ordinamento. La Costituzione è la Carta fondamentale dello Stato, la promessa solenne che i cittadini si fanno per la convivenza sociale. Una riforma della Costituzione, ampia come quella che la Maggioranza vuole avviare, che non trovasse il più ampio riconoscimento da parte di tutto quanto il Paese, sarebbe l’estremo affossamento del patto di solidarietà e convivenza fra i cittadini: lo strappo su un tessuto sociale che la crisi economica e la crisi del sistema politico hanno già sfilacciato. Occorre buona volontà da parte di tutti e un reciproco riconoscimento: non è in atto alcun golpe da parte della Maggioranza, ma d’altra parte la Maggioranza non può pensare di metter mano a un’ampia riforma della Costituzione, senza un ampio coinvolgimento di tutte le forze politiche e di tutte la parti sociali. In caso contrario l’opposizione di Sinistra Ecologia Libertà alla riforma della Costituzione sarà aspra e risoluta.