I deputati di Sel hanno chiesto le dimissioni dell’assessore leghista di Coccaglio

Bresciaoggi, 20 luglio 2013
IL CASO. Dopo gli insulti la Procura apre un fascicolo, mentre la Diocesi prende le distanze dall’assessore leghista Caso Kyenge, Pedrali indagato
«Diffamazione e odio razziale»
I deputati di Sel hanno chiesto le dimissioni dell’assessore leghista di Coccaglio. Padre Toffari: «L’episodio va oltre la politica»

Mario Pari
Giuseppe Spatola

Indagato per l’ipotesi di reato di diffamazione con l’aggravante dell’istigazione all’odio razziale. Il fascicolo è stato aperto dalla Procura di Brescia nei confronti di Agostino Pedrali, assessore ai servizi sociali del comune di Coccaglio che su Facebook ha pubblicato una fotografia del ministro Kyenge accanto a quella di una scimmia. Titolare dell’inchiesta è il pm Leonardo Lesti. Sin dalle ore successive alla pubblicazione si era appreso che la Digos della Questura di Brescia era al lavoro per verificare eventuali responsabilità dell’assessore.
Intanto Pedrali, sentito da Bresciaoggi, si è scusato: «Non era mia intenzione essere offensivo e se ho urtato involontariamente qualche sensibilità mi scuso. Al contrario di quanto scritto il mio era solo un tentativo maldestro di sdrammatizzare la situazione. La mia trentennale attività politica dimostra quanto i miei valori siano l’opposto di qualsiasi sentimento razzista o discriminatorio».
In merito alla vicenda Pedrali, Padre Mario Toffari, direttore dell’Ufficio per i Migranti è voluto intervenire citando le parole di Gesù nel discorso della montagna, la cosiddetta Carta Magna del Cristianesimo. «Benvenute le prese di distanza del partito di Pedrali e dell’ amministrazione comunale, cui egli appartiene e ben vengano, speriamo, anche le conclusioni operative, che i due enti vorranno trarre con l’interessato – ha detto Padre Toffari -. Ma l’episodio va ben oltre, si inserisce cioè in quell’immorale gioco al massacro dell’avversario, dove l’insulto e la ridicolizzazione sono ormai armi abituali. Così non si va lontano: l’odio aumenta e con esso l’incomunicabilità. I fatti oggettivi della politica vengono sempre più marginalizzati, a fronte dell’interesse per la demolizione dell’avversario».
NON SOLO. ha continuato Padre Toffari: «Quando poi la controparte è straniera, allora pare che addirittura il fisico possa essere l’oggetto di una insensata risata o il mezzo per screditare le idee. Ognuno risponderà davanti a Dio degli insulti, perché questi ledono il comandamento dell’amore che è proprio del Dio cristiano, quello che ha creato l’uomo e la donna a sua immagine, e che per amore loro ha mandato suo figlio Gesù a vivere, morire e risorgere per amore di Dio e del fratello. In secondo luogo gli insulti rendono impossibile oggi l’ascoltarci e il costruire soluzioni che siano frutto di una progettazione che coinvolge veramente tutti gli uomini e le donne di buona volontà». Parole arrivate assieme alla richiesta di dimissioni presentata dai deputati Sel Luigi Lacquaniti e Titti Di Salvo. «Chiediamo le dimissioni di Pedrali, che già aveva espresso il suo apprezzamento nei confronti dell’iniziativa del 2009 “White Christhmas”: la retata della Polizia locale inviata di casa in casa alla ricerca di migranti – hanno scritto i parlamentari Sel -. Non si capisce quali fossero le finalità, ma si capisce benissimo quale sia
lo spirito che anima le iniziative di certi personaggi, purtroppo facilmente e colpevolmente dimentichi del fatto che i migranti residenti nei Comuni da loro amministrati, cooperano alla crescita quanto gli italiani. Ma Agostino Pedrali si è spinto oltre ogni accettabile decenza. Davanti a queste parole riteniamo insostenibile qualsiasi difesa, poiché le sue esternazioni danno libero sfo-go ad un pensiero figlio dell’ignoranza e della bassezza culturale, che va contrastato senza tentennamenti. Insopportabile e inaccettabile atteggiamento ancor di più da parte di chi, amministrando, dovrebbe essere d’esempio».
Ha collaborato Giancarlo Chiari

BSNEWS.IT, 20 luglio 2013
Caso Kyenge, Pedrali indagato per diffamazione aggravata dall’odio razziale

Continuano i guai per Agostino Pedrali, l’assessore ai Servizi sociali di Coccaglio che – come scritto ieri da Bsnews.it – ha pubblicato un post su Facebook con la fotografia del ministro Kyenge affiancata da una scimmia, sovrastate dalla scritta “Separate alla nascita” e il commento: “Dite quello che volete ma non assomiglia ad un orango, dai guardate bene”. Pedrali sarebbe ora indagato dal pm Leonardo Lesti per diffamazione aggravata dall’odio razziale. Intanto aumenta il coro di voci che chiede le sue dimissioni, dal Pd e da Sel. Il sindaco Franco Claretti, già celebre per l’operazione “White Christmas”, sta prendendo tempo.