Parlamento momentaneamente in vacanza

Il 9 novembre del 1799 Napoleone rovescia il Direttorio, scioglie il Parlamento e completa la presa del potere dopo la Campagna d’Italia. Passerà alla Storia come il Colpo di Stato del 18 Brumaio, secondo il calendario che la Rivoluzione francese s’era data. Brumaio era appunto novembre, il mese delle brume e delle nebbie.
Anni dopo Marx avrebbe scritto “Il 18 brumaio di Luigi Bonaparte”, per commentare la presa del potere di Napoleone III che eletto Presidente della II Repubblica, vi avrebbe messo fine esautorando gli organi costituzionali e inaugurando il II Impero. Poco più di 50 anni separano i due eventi, la presa del potere di Napoleone e quella del nipote Napoleone III, e Marx stigmatizza i due eventi scrivendo:

«Gli eventi storici si presentano due volte, la prima in veste di tragedia, la seconda in guisa di farsa».

Ripensavo a tutto questo ieri, davanti al Parlamento momentaneamente chiuso, per accontentare le proteste del PDL contro la calendarizzazione dell’udienza in Cassazione del processo a Silvio Berlusconi. Nelle ore in cui i tempi della Politica venivano sospesi in attesa delle decisioni, il PDL evocava l’Aventino: un altro Aventino veniva minacciato, a quasi 90 anni dal primo. Ma all’origine del primo Aventino, vi era l’assassinio di Giacomo Matteotti, la presa del potere del Fascismo, la morte della Democrazia liberale italiana. All’origine di questo secondo Aventino si voleva porre il legittimo esercizio di un Potere dello Stato, il Potere Giudiziario.
Vale anche qui, dunque, quello che scriveva Marx: «Gli eventi storici si presentano due volte, la prima in veste di tragedia, la seconda in guisa di farsa». Nel 1924 la tragedia della morte della Democrazia sotto i colpi dell’assassinio Matteotti. Oggi la farsa di un leader al tramonto che vorrebbe ancora tenere tutto un Paese sotto il ricatto della propria volontà.
Il secondo Aventino, oggi lo sappiamo, è rimasto solo una minaccia, perché alla fine la Maggioranza in carica ha voluto accontentare i desideri del PDL, s’è piegata al suo leader al tramonto: davanti al Paese sempre più in sofferenza, il Parlamento è stato messo temporaneamente in vacanza, i lavori del Parlamento sono stati sospesi. Ma è bene ricordarcelo: dal 18 Brumaio in avanti, la Democrazia non tollera sospensioni, pena la sua fine.